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Itinerario assai interessante, da non sottovalutare, a dispetto del modesto sviluppo. Verticale, se non addirittura strapiombante, offre un'arrampicata tecnica e atletica, per magnifiche placche e impressionanti muri. Roccia entusiasmante in alcuni tiri, quelli centrali, mentre all'inizio e alla fine risulta più rotta e richiede una certa accortezza. Chiodatura sportiva, a tratti abbastanza lunga, ma difficilmente integrabile. Ambiente alpino di grande bellezza.
La seconda soluzione di parcheggio è più comoda perché, oltre a consentire di partire a una quota un po' più alta, permette di seguire un comodo sentierino marcato con qualche striscia rossa, che porta proprio sotto l'attacco della via, in meno di un'ora. Scritta azzurra alla base. Attrezzatura ad anelli, ben poco visibili (non farsi fuorviare dai fix delle vie vicine).
In doppia lungo la via, saltando la quarta sosta.
La lunga bastionata calcarea che sta dirimpetto ai colossi glaciali dello Scherhorn, del Clariden e del Toedi offre un paesaggio di tutt'altra foggia: ripidi prati verdeggianti, placconate verticali, guglie affilate che hanno, soprattutto sul versante orientale, sembianze vagamente dolomitiche. Già percorse da itinerari che, come quello presentato, sarebbe una forzatura definire classici, sia per l'epoca relativamente recente della realizzazione (primi anni '70), che per le caratteristiche intrinseche dell'arrampicata, annoverano ad oggi molte vie moderne, di impegno crescente e ingaggio commisurato, assai estetiche, impressionanti e di soddisfazione.
S. Gisler, W. Herger 1975
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Source: camptocamp.org · text under CC BY-SA 4.0