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Si tratta di una via a carattere esplorativo, che si insinua con traversi e tiri dall’andamento sinuoso in una parete dall’aspetto inaccessibile. La prima parte è purtroppo guastata dalla presenza di abbondante guano, soprattutto dopo l’ingresso nel camino e da una roccia polverosa o assai scivolosa, dall’aspetto precario, su cui ci si protegge poco e male. Nella seconda parte tutto migliora e – a parte un breve tratto di roccia scivolosissima – l’arrampicata si fa più esterna e tecnica, con qualche tratto davvero piacevole e un’uscita assai fotogenica. E’ comunque una via che va affrontata, indipendentemente dalle difficoltà non eccessive – con mentalità alpinistica e una buona dose di abnegazione. La parete è sempre all’ombra.
La vetta più alta del Mali è costituita da un unico blocco arrotondato e allungato, su cui sono stati tracciati itinerari di impegno notevole. Il versante N è contraddistinto da una sorta di énorme scaglia, denominata la Porta. Qui Pujos, che trovò la morte per disidratazione qualche anno dopo proprio sul versante sud della stessa montagna, tracciò una linea classica talora ripresa.
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Джерело: camptocamp.org · текст під ліцензією CC BY-SA 4.0