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All'epoca della ripetizione era considerata - tra le vie classiche del basso bacino dell'Albigna una delle più interessanti. I primi tiri, lungo placche lavorate e una rampa ascendente da sinistra a destra, rappresentano la zona chiave, insieme ai bei diedri terminali, oltre i quali la parete si abbatte in una sorta di lungo crestone. Oggi anche questo, come tanti altri itinerari, ha subito la riattrezzatura a fix, omologazione a uno standard che gli elvetici sembrano voler applicare a tutti i costi, giustificandolo con la possibilità di ridurre gli interventi di soccorso. A ciò si aggiunge che le stesse guide alpine spingono in tal senso e che gli interventi, probabilmente, sottendono un discreto giro di denaro.
Si raggiunge la diga dell'Albigna, a piedi (1h30') o in funivia. Dalla diga si segue il sentiero per il Passo di Cacciabella e lo si abbandona in prossimità di una zona di blocchi, sotto la parete nord. La via attacca sotto la direttrici di un tetto (frecce rosse visibili. Mezz'ora abbondante dall'arrivo della funivia, tre ore per la via, un'ora e mezza per la discesa.
L# | 5c | | Salire in corrispondenza della frecce rosse per placca, poi spostarsi verso sinistra portandosi sotto il tetto. Sosta su fix (6 fix, 1 chiodo)
L# | 6a+ | | Tiro che sale in diagonale verso destra superando un paio di strapiombini e un diedro obliquo. Una rampa finale porta sulla sosta con 2 fix (8 fix)
L# | 5c | | Traversare scendendo un poco sulla destra e poi salire verticalmente per lame fino ad un terrazzo. Proseguire verso destra fino alla sosta su fix.
L# | 3c | | Traversare su cenge erbose verso destra, non salire il diedro di sfasciumi, ma rimontare il successivo. Dal termine di questo spostare verso destra sino alla sosta su chiodi e clessidra. (da proteggere)
L# | 5b | | Salire il diedro arcuato fino alla fine (occhio all'uscita, massi poco affidabili) e traversare a destra fino a raggiungere una sosta a fix (da proteggere)
L# | 6a | | Salire per un sistema di splendide lame, poi traversare a destra, aggirare lo spigolo e fare sosta su fix (fix)
L# | 6a | | Salire la fessura a sinistra sino a raggiungere il tetto(fix poco visibile dal basso) traversare 5mt a destra e vincere lo strapiombo. Per terreno più semplice raggiungere la sosta su fix
L# | 5a | | Salire verticale per lame molto belle e poi per placca abbattuta fino in sosta su 1 fix e 1 ch.
L# | 4c | | Ancora qualche metro di placca e poi seguire la cresta fino ad un ometto e una sosta su 2 fix + maillon
L# | III | | Seguire il filo di cresta e attrezzare una sosta dopo circa 50 mt
L# | III | | Ancora lungo il filo. Non raggiungere la sella, ma abbassarsi progressivamente nel canale lato Est sino a raggiugnre una clessidra con molti cordoni, ove finisce la via.
Ci sono du possibilità di discesa:
Friends fino al 3 BD
H.P. Kasper, F. Koch G. Zryd - 1963
Hans Peter Kasper è stato molto attivo negli anni '60 '70 in tutta la Bregaglia. A lui si devono vie nuove e interessanti varianti a itinerari esistenti. L'omonima via sul Pizzo Frachiccio raggiunge il vertice dello sperone orientale e ha un discreto sviluppo. Kasper era un arrampicatore classico, abituato a cercare di individuare tra le pieghe della parete i punti deboli: la via proposta ne è un esempio. Linea un po' sinuosa ma logica, su roccia quasi sempre ottima.
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Джерело: camptocamp.org · текст під ліцензією CC BY-SA 4.0