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Si tratta di un itinerario di difficoltà omogenee, divertente e ben attrezzato, che con due traversi aggira altrettanti tetti e percorre placche compatte di roccia chiara. L'arrampicata è tecnica, di movimento, intervallata da tratti in fessura che richiedono forza e continuità. E' già stata percorsa in abbinamento a qualche via di media difficoltà della Medale e questa è la soluzione che ci piace di più, anche perché in questo modo si compie una bella galoppata dal notevole sviluppo.
Via varia su roccia bellissima, simile a quella dello Zucco Angelone, fatta eccezione per qualche breve passaggio erboso con scaglie. Attenzione al terzo tiro: non forzare una grossa lama dopo il tetto e usare rinvii lunghi, soprattutto nell'ultima parte, perché l'andamento è molto zigzagante. Sulla cengia centrale sono state collocate alcune corde fisse che iniziano a risentire degli anni: evitare di usarle in trazione e verificarne lo stato.
Alla fine del quinto tiro è possibile traversare lungo una corda fissa fino a una calata attrezzata sul lato ovest. Con cinquanta metri si arriva al bosco e di qui in breve alla base. Se invece si raggiunge la cima si scende a piedi lungo la crestina ovest (verso il lago) fino a una sella; si piega a sinistra (faccia a valle) e si torna alla base traversando in obliquo verso la parete. Bosco fitto, nessuna traccia; tenersi preferibilmente verso sinistra faccia a valle.
Soste a spit da collegare
A.Superti, C.Kammer e F.Villa, 1997
Sulla parete è rimasto qualche segno di precedenti esplorazioni, non particolarmente fruttuose e tra il '96 e il '97 è nata una via moderna, che risale elegantemente la parete, cercando le linee naturali di minor resistenza.
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Источник: camptocamp.org · текст под лицензией CC BY-SA 4.0