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Arrampicata tecnica di grande impegno ed esposizione, con qualche tratto ingaggioso e abbastanza pericoloso in caso di caduta. Difficoltà a parere nostro superiore al 6a+/A0 di alcune relazioni. (M4N)
Dal parcheggio si torna a ritroso sulla strada asfaltata per 100 metri fino a un bivio (cartello indicatore). Si imbocca una stradina sterrata che, più avanti, diventa sentiero e, con andamento pianeggiante, sbuca nei pressi del crinale. In breve si arriva sulla sommità; scendendo sul lato sinistro (faccia monte) per una ventina di metri si trova la prima calata (sosta con grossa catena), a sinistra dell'ultima sosta della via. Tutte le 5 calate (su catena) sono indipendenti e parallele rispetto al tracciato della via, ma abbastanza lineari. La prima supera la cengia erbosa con sosta poco sotto.
Si raggiunge così la base della parete presso un masso staccato.
## Via
*Da completare...*
Vedere schizzo.
Dalla Bocchetta di Val Verde si segue il sentiero in discesa N°52 per circa 150 m fino a che, poco oltre uno dei bolli quadrati rosso-blu, si nota nel prato a destra un piccolo sasso a punta e ancora più a destra una spalla erbosa sul filo di cresta, che si raggiunge lungo una traccia che taglia in orizzontale il pendio (ometto).
Dalla spalla si scende in diagonale a destra per 30 m ad un'altra spalla dove inizia la corda fissa lungo la cengia.
Si guadagnano così le prosecuzioni delle calate e le partenze degli itinerari sportivi.
Ore 0:20 dalla Bocchetta.
Questo stesso percorso è praticabile all'inverso per uscire dalla parete, come scappatoia in caso di necessità, raggiungendo in 30 minuti la Bocchetta.
## Risalita d'emergenza dalla base della parete
dal masso staccato alla partenza di Astra si sale in diagonale a destra nel bosco per una traccia che diventa subito ripidissima, costeggiando le rocce di un canalino.
Aggirata una spalla si oltrepassa una stretta cengia esposta con albero, fino ad un ripido canale che porta ad un'altra spalla oltre la quale la traccia si biforca.
Traversare in diagonale, a destra in leggera discesa tra arbusti fitti fino ad una traccia più marcata che conduce nel bosco ad un canale ghiaioso che scende al sentiero della Val Verde, incrociandolo in corrispondenza di un grosso masso con ometto.
Si risale quindi alla Bocchetta;
Ore 1:30, Percorso faticosissimo, pericoloso e difficile da intuire.
12 rinvii
Gilberto Garbi e Lino Bergliavaz, 1993, dall'alto.
Solo recentemente la parete del Forcellino ha attirato le mire degli arrampicatori; liscia, repulsiva, con un accesso impossibile dal basso e uno anomalo dall'alto. I primi assaggi non sono nemmeno stati troppo confortanti. La Panzeri ha un'attacco orrendo, su roccia marcia e terrosa; la via del Det pare abbandonata al suo destino di opera esplorativa di grande coraggio e nulla più. Come spesso avviene in questi casi, l'unica possibilità per dare seconda vita alla parete che è lì in mezzo al lago come una provocazione, era andare sulle placche con gli spit. Hanno iniziato i due autori di cui sopra, dall'alto, con un prassi nuova per la zona, ma già ampiamente diffusa altrove; un metodo che non si poteva considerare un passo in avanti, ma semplicemente uno strumento finalizzato al risultato finale, peraltro non alieno da rischi, fatiche, incognite. Questa pratica, in voga soprattutto negli anni '80, ha avuto il merito di diventare il trampolino per una nuova presa di coscienza: il ritorno all'arrampicata all'antica, dal basso, con gli attrezzi moderni e la mentalità e la preparazione acquisite in falesia o in qualche bunker urbano.
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Источник: camptocamp.org · текст под лицензией CC BY-SA 4.0