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Le salite dei Corni Bruciati si possono considerare a tutti gli effetti itinerari desueti, lontani dalle aspirazioni della massa arrampicante e geograficamente appartati rispetto al cuore pulsante del Masino. La roccia che li compone non è il granito che Bonatti definì "il più bello del mondo", ma un serpentino estremamente friabile e molto fratturato, il cui stato peggiora di anno in anno, anche per colpa del rialzo termico. La Punta Centrale, oltre a essere la più alta, è anche la più appariscente. Il percorso di salita non è obbligato e a tratti rasenta l'escursionismo; per trovare qualche difficoltà e una roccia migliore si possono risalire una successione di placche e diedrini, che danno alla salita un carattere più interessante. Prestare estrema attenzione alla qualità degli appigli.
Per raggiungere il Bocchetto di Predarossa 2851 m, da cui inizia l'ascensione, ci sono due possibilità. La prima è la più comoda: si percorre la valle di Predarossa, dapprima lungo il sentiero per il rifugio Ponti, indi, abbandonatolo all'altezza della seconda piana, per una faticosissima morena sul lato sinistro idrografico, immediatamente sotto la cima. Al suo culmine si attraversa un nevaio sempre più misero e si risale un canale sfasciumato, lungo detriti o la residua lingua di neve (ramponi non indispensabili; fare molta attenzione al terreno assai instabile), fino al Bocchetto (3 ore dal parcheggio foto in alto). La seconda, più lunga, si svolge lungo la Valle di Scermendone. Dal parcheggio di Preda Rossa si attraversa subito il torrente in direzione est (ponticello) aggirando le ultime propaggini del Sasso Arso. Si raggiunge così l'amena Valle di Scermendone che si risale sul fondovalle, lungo il lato sinistro idrografico, fino a raggiungere una grossa malga (qui arriva una mulattiera). Si prosegue oltre il laghetto di Scermendone, aggirando a monte un dosso roccioso contornato da blocchi; indi si risale la faticosa pietraia adducente al Bocchetto (4 ore foto in basso). Per la salita sono necessarie 2 ore; per rientrare a Predarossa 3 ore circa.
Dalla vetta si percorre a ritroso la via di salita, con qualche breve doppia su spuntoni, fino al Bocchetto di Predarossa.
Sufficienti una corda da 50 metri e una piccola scelta di dadi e friends
Prima salita : 16 agosto 1933 - Vitale Bramani, Ettore Castglioni.
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Источник: camptocamp.org · текст под лицензией CC BY-SA 4.0