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Magnifico itinerario, purtroppo un po' breve, altrimenti sarebbe uno dei più belli delle Dolomiti. Faticosa e ostica la prima lunghezza; poi inizia la parte più succosa, fatta di una successione di diedri, fessure e caminetti, raccordati da placche di roccia sana e lavorata. Arrampicata esposta assolutamente pregevole, in ambiente alpino di rara bellezza. Poco attrezzata, ma ben integrabile, è un'arrampicata tecnica e fisica allo stesso tempo, con lunghi tratti che richiedono resistenza e occhio.
Si risale la Val d'Ambiez per lunga e a tratti monotona carrareccia, fino al Rifugio Agostini (necessarie quattro ore è anche possibile concordare col rifugista un passaggio in fuoristrada). Dal rifugio si sale verso la parete, si evita la prima balza aggirandola verso destra (est) e si raggiunge un'ampia cengia che si percorre fin quasi al suo vertice sinistro (ovest) dove attacca la via. Mezz'ora abbondante dal rifugio; quattro ore per la via, almeno due ore per tornare all'Agostini. Si può anche raggiungere la parete, in circa un'ora e mezza, traversando dal Rifugio Pedrotti alla Tosa.
Dalla vetta si segue la cresta sud finché diventa parete; inizia una lunga e zigzagante discesa su roccia ottima ma esposta (passaggi di II-III grado con ometti) da percorrere interamente in arrampicata, fino a raggiungere un intaglio. Di qui, più facilmente, alla cengia d'attacco.
Una scelta di dadi e friends.
P.Fox, M. Stenico - 1939
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Source: camptocamp.org · text under CC BY-SA 4.0