No results
Breve ma intensa salita di stampo mellico, con lunghi tratti improteggibili. Vale davvero la pena sobbarcarsi il faticoso avvicinamento che, per un tortuoso sentiero, conduce in alta Val Merdarola. A dispetto del nome poco accattivante, la zona nasconde una autentica rarità per veri intenditori. Il granito dei primi quattro tiri è talmente lavorato dall'acqua da assomigliare alle più incredibili placche calcaree e regala fantastiche impressioni. Così capita di correre sulle ali dell'entusiasmo dimenticandosi che l'ultimo spit magari è venti metri più in basso. Dopo questa abbuffata di funghi la parete diventa più articolata e alle placche succede una bella fessura svasata. Un must per epicurei locali.
Dall'albergo Belvedere si risale la strada in direzione dei Bagni per una cinquantina di metri, fino a entrare nel bosco di larici e pini secolari (il taglio netto che separa la nuova vegetazione dalla vecchia è frutto di una enorme valanga caduta nel 1976). Si sale direttamente nel bosco rado, senza deviazioni, finché si incontra il sentiero marcato a bolli bianchi e rossi, proveniente dai Bagni (percorso più lungo e quindi sconsigliato). Il sentiero è abbastanza evidente e si addentra fino all'alta Val Merdarola, perdendosi solo quando si è già in vista della meta. A quel punto ci si trova al centro della valle. Salendo per pascoli e traversando piccoli torrentelli, si arriva all'attacco dopo circa tre ore; esso è evidente perché formato da una placca inclinata che fa quasi da marciapiede.
Avviene in doppia lungo la via con soste attrezzate allo scopo. Se si vuole raggiungere la vetta percorrendo la cresta, bisogna scendere per lunghi tratti in arrampicata, fino a raccordarsi all'ultimo tiro di Waiting List.
Dadi e friends, con preferenza per le misure medie (ma serve anche un friend grande per il sesto tiro). Martello e qualche chiodo a lama.
M. Corti e A. Tankis, 1994
Pick a date to see who is going
Source: camptocamp.org · text under CC BY-SA 4.0