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Itinerario interessante, omogeneo e diretto, piacevole soprattutto nella prima metà, dove la roccia è più verticale e lavorata. Attrezzatura sistematica, leggermente più lunga nel secondo tiro, che è quello chiave. Nell'ultimo si cammina in un canale invaso da blocchi o neve, cosa pericolosa per le cordate sottostanti, per cui si raccomanda la massima prudenza. L'esposizione a ovest fa sì che spesso siano presenti colate d'acqua che insieme agli scivolosi licheni nerastri (cui si deve la colorazione della parete) possono rendere poco piacevole l'arrampicata. Il momento migliore sarebbe il pomeriggio, quando tuttavia frequentemente arrivano le nebbie e il sole non fa nemmeno in tempo ad asciugare la roccia.
Si sale in Val di Mello a piedi o con il servizio navetta (1 Euro a corsa) e si prosegue per il fondovalle superando Cà di Carna e raggiungendo il bivio per il Rifugio Allievi-Bonacossa. Si prosegue lungo il ripido sentiero ben tracciato per circa tre ore fino al Rifugio. Da qui si segue il sentiero Roma in direzione del Passo Torrone, per abbandonarlo sotto la parete; raggiunto il culmine della morena, si attraversa la conca di neve o placche lisciate, attaccando in prossimità di una colata rossastra sotto un tetto; un'ora dal Rifugio; tre ore per la via; due ore scarse per rientrare all'Allievi.
In corda doppia lungo la via.
Due corde da 50 m, qualche friend piccolo.
Uno tra gli itinerari "commerciali" della prima ondata (la seconda è quella degli ultimi anni, sponsorizzata, a quanto pare, addirittura dal Cai, non si sa con quale coerenza rispetto a mille convegni e lettere di intenti sottoscritti contro la proliferazione degli itinerari attrezzati in alta montagna) è collocato su una barriera rocciosa alta quattrocento metri, nerastra e repulsiva, oggetto di numerose antecedenti esplorazioni in stile classico, che termina su un plateau di gande, attraversato dalla via Lurani, la prima ad aver raggiunto la sommità del poderoso Pizzo Torrone Occidentale. Con un po' di fantasia, scalzate le ballerine e messi gli scarponi, si può continuare verso la vetta, dando al moderno un po' di respiro classico
G.Maspes, G.Ongaro, M. Motto 1997
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Source: camptocamp.org · text under CC BY-SA 4.0