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Itinerario un po' meno entusiasmante di quanto si immaginava, alla luce delle relazioni lette: vuoi per la qualità della roccia, non proprio eccelsa, vuoi per il fatto che il percorso, nella parte alta, è tutt'altro che obbligato e quindi le lunghezze terminali, che dovrebbero essere le più impegnative, sono in realtà costituite da placche articolate che si superano dove si vuole. I più interessanti risultano quindi i primi tiri, compatti e abbastanza verticali.
Salire al Rifugio Pradidali (2278m) in circa due ore e di qui al Passo di Ball (2443m). Dirigersi per tracce sotto l'evidente spigolo, deviare a sinistra, scendere brevemente per un caminetto che porta a una cengia erbosa con targa commemorativa e bastone in una clessidra (30' circa). Se si arriva dalla Rosetta raggiungere il Passo di Ball in poco più di un'ora.
Scendere verso sud a un intaglio pochi metri sotto la vetta (bolli rossi su tutto il percorso), scavalcare il crinale passando al versante ovest (possibile breve doppia su clessidra con cordini), proseguire per cenge con facile arrampicata verso nordovest, fino a una calata. Tornare al versante est e traversare fino a una caratteristica finestra, poco sotto la quale, di nuovo sul versante ovest, iniziano le aeree calate attrezzate a fix, che depositano nel canalone basale. Di qui per detriti e tracce si torna al Passo di Ball. Le doppie sono da 30 m, ma l'ultima si può fare da 60m. In caso di innevamento è possibile utilizzare una grossa clessidra (o un chiodo collocato poco sopra, sempre sulla parete del Campanile) e una successiva calata attrezzata sulle rocce che affiorano al centro del canale, portandosi così in zona meno ripida.
Una scelta di dadi e friends medi, due corde da 60 metri.
Il Campanile Pradidali offre alcune tra le più classiche salite nella conca dell'omonimo rifugio, tutte di media difficoltà. Tra esse la più frequentata è sicuramente quella aperta dalla prolifica cordata Castiglioni-Detassis. La comodità d'accesso e la semplificazione della discesa con l'attrezzatura di calate dirette nella seconda parte, hanno dato alla parete un carattere che sta a metà strada tra la montagna e la struttura d'alta quota, motivo per cui non è infrequente trovarvi scuole di roccia e un discreto affollamento. Dalla vetta si ha una visione magica sul Sass Maor e sulla Cima del Velo.
* Logistica: Rifugio Pradidali (2278 m), tel. 0439 64180 Rifugio Rosetta (2581 m) tel. 0439 68308
G. Del Vecchio, A. Gardellin 1947
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Source: camptocamp.org · text under CC BY-SA 4.0