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Salita lunga che richiede una buona resistenza e una discreta agilità sui terreni misti e rotti d'avventura.
Avvicinamento del primo giorno in due possibilità:
1) Funivia fino al Passo di Monte Moro. Da qui su pietraia con poca traccia (seguire un tubo in plastica che parte da un rudere in cemento dietro al laghetto) poi su cengia con ottimo sentiero fino ad un colletto (Bocchetta di Galkerne, rudere presente). Da qui traverso in leggera discesa, inizialmente poco evidente poi su traccia migliore con ometti che risalgono dopo qualche centinaio di metri le rocce sulla sinistra fino al crinale roccioso con palina segnaletica. Ci si abbassa in diagonale su terreno pessimo, rocce montonate e pietrame instabile (meglio se coperto da neve a inizio stagione) fino a ritrovare due ometti contro le rocce al margine sinistro orografico della conca. Risalite direttamente alla meglio le rocce sopra al secondo ometto si attacca il ghiacciaio. Tagliare il ghiacciaio in diagonale su dossi (possibilità di crepacci) superando una prima spalla. Entrare nella conca successiva sul cui fondo si raggiunge la terminale che si trova tra la parete rocciosa sottostante e uno sperone roccioso. Superarla nel punto migliore in base alle condizioni e continuare salendo più direttamente fino a raggiungere la cresta nel suo punto più facile ormai in vista del Bivacco città di Luino (qualche facile roccetta alla fine).
2) Si può salire direttamente da Macugnaga passando dal Ex Rifugio Sella. In quel caso converrebbe spezzare la salita lì invece che al Bivacco Città di Luino, ma è comunque possibile raggiungere il Bivacco più alto. Dal Rif. Sella si deve puntare al Passo Jacchini situato in cima allo sperone che sovrasta il Rifugio stesso tra il ghiacciaio di Roffel e il canale che scende a sud nel Neue Weisstorspitze (utile foto su "Guida dei Monti d'Italia"). Dal Passo Jacchini ci si trova poco a sud di dove si arriverebbe lasciando il Bivacco Citta di Luino. Questa linea è meno frequentata (il Rif. Sella non è più gestito!) e richiede quindi una buona capacità di orientamento e di intuizione anche perchè le informazioni scarseggiano.
Secondo Giorno.
Dal Bivacco Luino traversare in piano lato Italia (Sud) il fianco dello Schwarzberghorn per una vaga traccia su terreno detritico. Scollinare e scendere brevemente quindi sul Findelgletscher e svoltare decisamente verso Nord. Traversare in piano abbassandosi leggermente per passare uno sperone roccioso e in breve raggiungere la base del primo risalto dello Strahlhorn. Qua il passaggio è comune a tutte le vie sul versante Sud della montagna. In base alle condizioni scegliere il canalino migliore per salire lo zoccolo, tendenzialmente sulla destra. Ad inizio stagione potrebbe essere praticabile anche il canale più ampio al centro (a destra dei seracchi comunque). Il terreno è rotto e nelle prime decine di metri presenta spesso placche di serpentino scomode (specie coi ramponi), ma le condizioni influiscono molto sulla scelta del passaggio e sulla rapidità con cui si accede al plateau intermedio. Dal ghiacciaio intermedio portarsi direttamente all'attacco dello spigolo (segnato alla quota 3882 (Swiss map) con linea evidente (sotto l'attacco terreno ripido su materiale fine e instabile, meglio se ghiacciato). Lo spigolo inizia con un primo risaltino verticale (aggirabile a sinistra sul facile), per proseguire poi sempre più sul filo possibile. Alcuni risalti sono aggirabili a volte sul lato Sud-Ovest a volte su quello Est. Si trovano almeno un paio di cordini abbandonati e un paio di chiodi, l'ultimo dei quali (arancione) protegge l'inizio del passo più esposto, verticale sprotetto e su roccia dubbia. Il percorso è comunque relativamente intuitivo, e alcuni segni di ramponi aiutano a convincersi della linea scelta. Nell'ultima parte si può seguire un canalino marcio appena a destra dello spigolo (lato Est) che porta a uscire sulla cresta sommitale poche decine di metri a destra (Est) dell'anticima (4141). Un breve tratto su neve (cornici verso Sud) portano all'ultimo risalto sotto la cima, esposto ma facile e da qui in breve alla croce di vetta (dalle 4h alle 5h30 dal bivacco).
Discesa (due possibili):
1) Seguire brevemente la Normale verso Ovest, poi abbandonarla subito quando piega verso nord per proseguire sulla cresta Ovest (Ghiaccio) in direzione dell'Adlerhorn. Quando la cresta spiana per poi risalire a quest'ultimo affacciarsi sul versante Sud e reperire un canlino che permette di scendere (eventuali doppie da attrezzare) fino al pateau intermedio, da qui lungo la via di salita.
2) In caso di cattive condizioni dei canalini di discesa (esposizione sfavorevole!) si può allungare la discesa riducendo però notevolmente le difficoltà. Scendere lungo la via normale fino all'Adlerpass. Da qui imboccare il ripido pendio (35°/40°) che scende sul lato Ovest (Zermatt) in direzione dell'Adlergletscher, prestando attenzione alle possibili scariche sotto la parete Sud del Rimpfischhorn. Tenere quindi la sinistra per imboccare la lingua terminale del ghiacciaio che si affaccia sul Findelgletscher (direzione Sud-Ovest) e scnedere per ripide rocce montonate e terreno morenico, senza un itinerario obbligato (difficile in caso di nebbia) fino sul ghiacciaio sottostante. Da qui risalire il Findelgletscher (possibilità di crepacci) in direzione dello Schwarzberhorn, la testa rocciosa più a sinistra di quelle visibili sulla cresta, o del Neue weisstor (Passo Jacchini) a seconda della via presa in salita. Raggiunte le tracce di salita ritornare sull'avvicinamento del giorno precedente. Con questo itinerario si allunga considerevolmente (400m di dislivello in più, su pendenze moderate, quindi parecchio spostamento) ma si annullano le difficoltà tecniche. Nel caso in cui le condizioni della neve siano fattibili conviene scendere dalla linea tradizionale sul versante Sud.
Materiale standard da ghiacciaio.
Materiale da roccia: utile una piccola scelta di friend (dallo 0.5BD all'1BD), eventualmente qualche nut, cordini e fettucce, qualche rinvio.
Gita Isolata e con linea da intuire a tratti, serve buona capacità di gestione. Perciò è una salita anche di grande soddisfazione e permette di raggiungere dall'Italia una cima estremamente frequentata ma solo dal lato svizzero molto semplice.
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Source: camptocamp.org · text under CC BY-SA 4.0