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Il Mont Pourri, nonostante il nome poco attraente è la seconda vetta della Vanoise con i suoi 3779 m di altezza. La montagna non è certo più "pourri" (marcia) delle altre anzi, la vetta di estrema bellezza merita la deviazione. La sua cresta N è una delle più belle creste da percorrere nel massiccio della Vanoise. Fin dalla partenza risulta essere molto esposta e con una roccia ben compatta. L'ambiente è di alta montagna, poiché comincia verso i 3650 m, ha inoltre una vista unica sul Monte Bianco, il tutto rende questa ascensione una delle migliori del massiccio.
Dal lago Marlou, percorrere un piccolo sentiero che costeggia il lago dal lato S. Salire in direzione del lago des Moutons senza però arrivare fin lì, poi continuare a seguire la linea della seggiovia del Grand Col al meglio seguendo la pista da sci, o la strada, per arrivare alla vetta. Dalla cima della seggiovia, continuare nella stessa direzione fino al Grand Col che si delinea lì vicino. Considerare un'ora dal lago Marlou. Il Grand Col è segnato da due rifugi di una decina di posti dove è possibile passare la notte senza grosse pretese di comodità. Seguire un piccolo sentiero nella morena fino al ghiacciaio del Grand Col verso i 3100 m. Calzare i ramponi e legarsi in cordata in questo punto. Salire sul ghiacciaio e con un arco di cerchio sotto l'Aiguille du Saint-Esprit raggiungere i piedi del Col des Roches. Scalare al meglio il ghiacciaio che può essere molto crepacciato a fine stagione e raggiungere il Col des Roches in un'ora dall'inizio del ghiacciaio.
Dal Col des Roches, salire in pieno E un pendio di neve in direzione della cima della parete N di Turia. Il pendio diventa qui più ripido per finire con un canalone a 40 gradi per 50 m. In cima al canalone, continuare su una facile cresta di neve che costeggia la cima della parete N di Turia fino ad arrivare alla cresta di roccia verso 3580 m di altitudine. Posare i ramponi e scalare il versante S in un tiro per raggiungere il filo della cresta. Restare sul filo molto esposto, e scendere in arrampicata una piccola breccia in III+. Continuare la cresta a corda tesa con dei piccoli tiri, si finisce così direttamente alla vetta del Mont Pourri. La cresta è composta da piccoli risalti e si svolge su una roccia piuttosto compatta nelle parti ripide. È quasi orizzontale con un dislivello di 200 m su tiri di circa 1 km. Considerare un'ora di traversata sulla cresta. È possibile partire anche la mattina dal rifugio della Grand Col (piuttosto spartano), o del rifugio di Turia arrampicandosi sulla parete N di Turia. Attenzione questa parete di ghiaccio ha tendenza a scomparire lasciando scoperte delle rocce con conseguente frequente caduta di massi.
La discesa avviene dalla via normale sul ghiacciaio del Geay. Seguire la cresta di roccia, poi di neve e raggiungere la spalla del Mont Pourri. Traversare a destra e scendere il ghiacciaio da ripidi pendii di 40 gradi. Ritornare con una grande traversata sotto il Col des Roches, per risalire attraverso cenge e rocce. Dal colle, ritornare dallo stesso itinerario della salita e raggiungere il Grand Col e la propria automobile.
Ramponi, piccozza, imbragatura, fettucce, nut, ecc....
- 1<sup>a</sup> salita : 26 giugno 1868 - Melchior Anderegg, Johann Jaun, Horace Walker. Per la Cresta NW del Mont Turia.
- 2<sup>a</sup> salita : 2 luglio 1874 - Christian Almer padre, Margaret Claudia Brevoort, W.A.B Cooldidge, Rudolf Kaufmann, Peter Michel. Per la Cresta NE del Mont Turia.
- 1<sup>a</sup> salita italiana : 13 agosto 1895 - Giovanni Bobba, Pietro Re Fiorentin (guida), Casimiro Therisod (guida), Giuseppe Vaccarone.
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Source: camptocamp.org · text under CC BY-SA 4.0