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Lungo itinerario, di modesto impegno (eccettuata una lunghezza spesso bagnata) ma richiedente senso dell'orientamento per la mancanza di precisi punti di riferimento su una parete vastissima. L'arrampicata è guastata dalla qualità della roccia, non eccelsa, e dall'abbondante presenza di erba e licheni. A destra attacca la via dei Cecoslovacchi, che presenta i primi tiri in un diedro molto caratteristico, ma purtroppo spesso bagnato.
Si raggiunge la diga dell'Albigna, a piedi (1h30') o in funivia. Dalla diga si segue brevemente il sentiero per il Passo di Cacciabella, indi lo si abbandona e si prosegue per la traccia che normalmente viene utilizzata per la discesa dalla Spazzacaldera, raggiungendo la bocchetta che dà accesso al versante nord. Si scende sul versante opposto, costituito da un lungo canalone di sfasciumi e neve, con qualche passo in arrampicata, fino alla base della parete, dove si individua facilmente l'attacco, a sinistra del diedro dei Cecoslovacchi (un'ora abbondante dalla diga 4 ore per la via un'ora e mezza per la discesa fino alla funivia).
Avviene sul versante Albigna (est). Al termine della via si continua per lo spigolo verso sud, in direzione del Gallo e della Vergine. Con qualche breve calata si arriva a una sella e di qui, per gande e sfasciumi si scende alla diga, raccordandosi da ultimo con la traccia seguita in salita.
Una corda da 50 m, una serie di dadi e friends.
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Source: camptocamp.org · text under CC BY-SA 4.0